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Standing Rock: Napoli incontra i nativi Dakota

Venerdì 16 giugno accogliamo a mezzocannone occupato i nostri fratelli e sorelle Sioux, i nativi americani che negli ultimi mesi hanno dichiarato guerra al governo americano per difendere la propria terra!! Lo spirito di Standing Rock viva ancora!

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Abbiamo voluto costruire un ponte ideale con l’oltreoceano e cosi ci prepariamo ad ospitare nella nostra Napoli i nostri fratelli e le nostre sorelle Dakota.
I Dakota sono una delle tribù della grande alleanza Sioux, in lotta ormai dall’inizio del 2016 per difendere la propria terra e la propria acqua dalla costruzione di un oleodotto lungo 346 miglia e che passa per i loro territori. Quei territori che questi popoli hanno visto assottigliarsi sempre di più sin dal 1874, sin dai tempi del Generale Custer.
La loro è stata una mobilitazione senza precedenti, spesso sfociata in repressione violenta: ben 440 manifestanti sono stati condotti in arresto e contro di loro hanno usato ogni forma di violenza, impiegando persino cani ammaestrati. Ci sono ovviamente interessi enormi dietro la costruzione della DAP (Dakota Access Pipeline): l’oleodotto è un progetto da 3.8 miliardi di dollari che dovrebbe servire agli USA per diminuire le forniture straniere e abbattere così i costi di approvvigionamento dall’estero: una storia che dalle nostri parti conosciamo bene, purtroppo.
Con un presidio durato più di un anno e con sede a Standing Rock, i Dakota hanno dato il via ad un movimento molto più grande di una tribù – la loro petizione ha registrato circa 10 milioni di adesioni negli USA. Questo movimento si è evoluto in un fenomeno politico-culturale globale che ha messo in evidenza la necessità di rispettare le Nazioni indigene e il loro diritto a proteggere la terra, l’ambiente e le generazioni future.
Le istanze dei Dakota allora sono anche le nostre e riconosciamo nelle loro preoccupazioni le stesse che ci hanno portato a dire no alle trivellazioni, no al Tap, no alla Tav, No ad Expo, no al Mose, no a quella globalizzazione che costruisce muri anziché abbatterli. Con noi il 16 infatti ci saranno esponenti di tutti questi comitati che rappresentano le più significative battaglie italiane contro la devastazione ambientale.

Ad accogliere i Sioux Dakota ci saranno anche i Terroni Uniti che porteranno ai nativi un omaggio speciale!

Quando e’ nato il progetto dei terroni d’altra parte abbiamo pensato che la musica e la cultura potessero servire a distruggere muri e costruire ponti, a lottare contro la deriva xenofoba del mondo di cui oggi il governo americano è tra i principali esponenti.
Abbiamo pensato che quei ponti dovessimo camminarli insieme, portando solidarietà, prestando le nostre braccia alle lotte nelle quali crediamo e delle quali facciamo parte, creando uno strumento in più per unirci al coro di chi, da ogni parte del pianeta, rivendica un mondo più giusto. Perché insieme possiamo gridarlo a gran voce.
Lo abbiamo fatto l’11 marzo contro le politiche razziste e xenofobe di Salvini nella grande manifestazione di Napoli, lo abbiamo continuato a fare 10 giorni dopo a Pontida quando abbiamo portato il nostro messaggio contro il razzismo anti-meridionale e sottolineando gli effetti nefasti delle politiche nordcentriche della Lega. Siamo poi rientrati nella nostra città il 1 maggio con il concerto di Piazza Dante dove abbiamo dato voce alle istanze dei lavoratori e delle lavoratrici in quest’epoca di interminabile crisi finanziaria.

E così con lo stesso spirito di accoglienza e bisogno di federare i ribelli del pianeta siamo pronti ad accogliere i fratelli e le sorelle Dakota e lo faremo scambiandoci il pensiero, confrontandoci, prendendoci per mano e cominciando un cammino insieme.
Con il loro spirito e seguendo il loro esempio diremo che «nessuno è padrone della Terra; noi ne siamo semplicemente i custodi».

( FONTE: https://www.facebook.com/events/313117862454591/?acontext=%7B%22ref%22%3A%2222%22%2C%22feed_story_type%22%3A%22376%22%2C%22action_history%22%3A%22null%22%7D&pnref=story   )