CaivanoCittà

Il risultato delle elezioni del 4 marzo a Caivano

“Il paese che verrà” è un articolo di giugno 2017 pubblicato sul nostro portale, dove evidenziavamo che nell’elettorato di Caivano c’era e c’è il permanere di una forte presenza di cittadini che orientavano e orientano il loro voto non più in ragione di una ideologia o di un senso di appartenenza politica, bensì verso personaggi che potevano essere definiti populisti.

Giuseppe Papaccioli fu eletto con circa 10.000,00 preferenze nell’anno 2009, dopo sei anni quasi con gli stessi voti è stato eletto l’ex Sindaco Simone Monopoli.

Entrambi i sindaci hanno raccolto un grande numero di voti e gli stessi sono stati sfiduciati dalle forze politiche che li sostenevano a riprova che i populisti possono raccogliere consensi ma non governare in una realtà complessa.

A leggere con attenzione i dati elettorali di Caivano, possiamo affermare che quell’onda populista si è spostata fortemente verso il movimento 5 stelle, che ha raccolto i consensi in tutte le pieghe sociali di Caivano sfiorando il 54%, quasi 10mila cittadini hanno voltato le spalle a partiti tradizionali e alle loro ideologie.

Quello che esce fortemente ridimensionato è il Partito Democratico che perde quasi la metà del proprio elettorato, a testimonianza di una crisi che sembra ormai irreversibile.

Liberi e Uguali con Mariella Donesi ha preso meno del 3% e Potere al Popolo meno dell’1%.

Questo significa che la Sinistra a Caivano è fortemente minoritaria e non si intravede all’orizzonte la possibilità di un’inversione di tendenza.

In questa situazione di grande difficoltà delle forze progressiste, anche il dato della Lega Nord deve costituire un campanello di allarme per chi voglia arginare il centro-destra.

La prossima scadenza elettorale a Caivano, prevista per il mese di maggio 2018, a meno che la Prefettura non decida di commissariare ulteriormente il Comune di Caivano per altri due anni, potrebbe certificare l’irrilevanza politica ed elettorale della Sinistra a Caivano.

Per scongiurare questa eventualità di consegnare il paese a forze populiste occorre una seria autocritica da parte del ceto politico locale, ma soprattutto impegnarsi a ricostruire nel paese una nuova identità di Sinistra che si ponga in ascolto dei cittadini e dei loro bisogni.