Qualche giorno fa, esattamente il 5 marzo, a Firenze un cittadino italiano di 65 anni ha ammazzato con 5 colpi di pistola un ambulante senegalese di nome Idy Diene.

Dopo l’arresto il sessantacinquenne ha dichiarato che voleva suicidarsi ed evidentemente all’ultimo momento ci ha ripensato ed ha preso la vita di un ignaro ambulante. Anche in questo caso si parla di atto di follia, ma purtroppo Firenze non è nuovo a questi episodi.

Infatti nel 2011 un fascista di CasaPound assassinò altri 2 ambulanti senegalesi, anche in quel caso si parlò di atto di follia. A Macerata pochi mesi fa un altro fascista, Luca Traini ha sparato per uccidere diverse persone di colore. Luca Traini ferì 7 persone, alcune delle quali porteranno per sempre nella carne i segni di questo attentato razzista. Ancora una volta si è parlato di un atto di follia.

La verità è che sembra che stia diventando di moda dare la caccia agli extracomunitari e tutti questi episodi non si potranno mai considerare come atti di follia perché sono il frutto avvelenato di una società imbastardita, che a fronte del disastro sociale di un paese che non ha più identità, cerca capri espiatori e da vita ad una propaganda xenofoba poiché nelle teste vuote di molti italiani distilla la fasulla idea che il decadimento sociale ed economico del nostro paese sia da attribuire ai migranti.

Non sono loro i responsabili di tutti i mali, né sono stati i rom e gli ebrei i mali del passato. Sembra che qualcuno non abbia memoria storica di quello che è già accaduto.

Il rischio è che questi episodi si possano moltiplicare, soprattutto, oggi che il paese sembra essersi spostato a destra, infatti, potremmo avere un governo presieduto da un leghista che non ha mai fatto mistero del suo razzismo.