La storia non si ripete mai due volte “la prima è tragedia, la seconda è farsa, così ci ammoniva un grande del 900′.

Il fascismo è morto e seppellito, e non tornerà mai più nelle forme che l’Italia ha conosciuto nel ventennio.

Il fascismo fu un movimento che si collocava all’interno della prima parte del 900′ che poté affermarsi grazie alla codardia della casa dei Savoia e  all’incapacità del Partito Comunista di organizzarsi e stroncare sul nascere un movimento che ben presto si trasformò in una dittatura. Nacque nella pianura padana dove trovò adesioni, per poi irradiarsi per tutta l’Italia. Una miscellanea di avanguardismo, di anti-parlamentarismo che seppe conquistare milioni di italiani delusi dal risultato della prima guerra mondiale per la vittoria mutilata. Questo movimento si presentava come una novità rispetto ad un quadro stantio della politica giolittiana.

La composizione mondiale del fascismo rifletteva un paese di arretrati dove la classe operaia era minoritaria e il Sud era in condizioni di estrema povertà.

Il fascismo arrivò al potere parlamentare per poi trasformarsi in tirannide, illuse gli italiani di costruire un impero coloniale e di potersi sedere a tavolo come vincitori, assieme ad Hitler che aveva scatenato la seconda guerra mondiale. Anche se dopo molto tempo fu sconfitto lasciò un’Italia devastata sia moralmente, sia politicamente che socialmente.

Dal dopo guerra ad oggi ci sono stati vari rigurgiti di fascisti che hanno alimentato una strategia delle tensioni, fatte di bombe e attentati terroristici per fermare l’avanzata del movimento operaio. Quella strategia raggiunse il fondo culminante con la strage alla stazione di Bologna per poi declinare.

Altra cosa sono la Lega e il Movimento Cinque Stelle che ci sforziamo ogni giorno di definirli fascisti. Una cosa li accomuna: entrambi i movimenti raccolgono il precipitato sociale prodotto dalla globalizzazione.

La caduta del muro di Berlino ha di fatto segnato l’inizio di una nuova era basata sull’affermazione del capitalismo a livello mondiale, come sistema economico dominante.

La globalizzazione ha prodotto che i nuovi paesi si affacciano sul mercato mondiale delle merci determinando una sfrenata concorrenza che si traduce in delocalizzazione industriale e perdita dei posti di lavoro. Intere aree del paese stanno conoscendo la desertificazione industriale e si sta assistendo ad un forte aumento della disoccupazione e della precarizzazione.

Questi processi hanno prodotto la perdita di ogni collante sociale tra le generazioni, anomia e perdita d’identità.

La lega e il nord Italia hanno capitalizzato questo dato fatto di frustrazione e di rancore.

Centinaia di migliaia di piccoli artigiani e di piccoli imprenditori chiedono di pagare meno tasse e di avere più sicurezza chiedendo di non vedere più migranti per le strade.

Al Sud, invece, il movimento cinque stelle raccoglie milioni di consensi per il rancore dei giovani che sono senza lavoro. di tutti quei giovani che invocano onestà e trasparenza, ma soprattutto qualcuno che li rappresenti contro la casta e i politicanti di professione.

Inoltre dobbiamo ricordare che una legge elettorale bislacca ha acconsentito che queste due forze politiche si prendessero il governo del paese, entrambe le forze politiche si dichiarano sovraniste, vogliono rivedere i trattati europei, impedire l’accesso dei migranti in Italia e laddove i vincoli di bilancio lo consentiranno, modificare la legge Fornero e introdurre la Flat tax, ovvero la riforma del sistema fiscale italiana con una sola aliquota, per favorire i piccoli imprenditori del nord che pagheranno meno tasse. Un programma già sperimentato in diversi paesi che ha prodotto deflazione e impoverimento dei ceti meno abbienti.

I sovranisti come Trump non possono fermare le lancette della storia. I dati non possono fermare il commercio mondiale. Possono aumentare solo guerre commerciali che possono sfociare in conflitti criminali.

L’Italia non può tornare a battere moneta, non può ignorare di avere il terzo debito pubblico del mondo, ogni scorciatoia sovranista sarebbe una tragica illusione che pagheranno i cittadini italiani.

Lega e movimento cinque stelle hanno stretto un sodalizio che potrebbe durare per anni perché hanno interpretato i desideri aspettativi di una parte consistente di tutti i ceti sociali. Scomporre questo blocco non sarà facile, me avverrà in breve periodo.

La sinistra riformista non ha più nulla da dire a questi ceti sociali, dopo aver inseguito le forze patronali sul terreno della precarizzazione del lavoro con il Jobs Act. Non hanno più strumenti adeguati per raccoglie consensi.

Ci sarà un lungo deserto da attraversare e ricomporre un tessuto sociale oggi frammentato e suggestionato dalla destra. Come sempre occorrerà ripartire dai movimenti reali, dalla sinistra sociale diffusa sul territorio, dalle forme di mutualismo per invertire la tendenza. Un lavoro di lunga leva che richiederà perseveranza, coraggio ed ottimismo della volontà.