All’inizio fu il neo Ministro dell’interno della Lega, Matteo Salvini, che tuonò contro la popolazione ROM e Sinti e propose il censimento di chi stava nei campi “e perché no il tatuaggio come nei campi nazisti”.

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, probabilmente ha adottato lo stesso metodo delle ex sindaco di New York, Rudolf Giuliani, sulla tolleranza zero. Ha pensato bene di sfrattare una comunità Rom di 400 persone, fra cui molte donne e bambini accampati nel Camping River sulla Tiberina.

La dottrina di Giuliani si rivelò per quello che era: un bluff. I Vagabondi e i clochard rastrellati in un quartiere di New York venivano trasferiti in un altro e il problema rimaneva insoluto.

La sindaca Raggi evidentemente non ha studiato a fondo la tolleranza zero, ed è stata la Corte Europea dei Diritti Umani a spiegarglielo. Infatti, prima di abbattere le miserevoli case dei rom si doveva provvedere a trovare una collocazione decente e in linea con gli standard europei.

Il livore xenofobo alimentato da Matteo Salvini ha comunque prodotto i suoi nefasti esiti.

Non bastavano le pistolettate a Macerata contro la gente di colore, ora siamo di fronte ad un altro inquietante episodio!

Un ex dipendente del senato di 59 anni, scapolo e senza figli, ha pensato bene, invece, di impegnarsi in passeggiate nei parchi eventualmente in compagnia di qualche cane, di sparare dal suo terrazzo con un arma ad aria compressa ad un gruppo di Rom che stavano attraversando una strada nei pressi della sua abitazione.

Un piombino sparato ha colpito una bambina, in braccio alla madre, di appena un anno. Il proiettile ha attraversato il corpo della piccola producendo dei seri danni. Ricoverata all’ospedale ha subito un delicato intervento chirurgico e c’è il rischio che non possa più camminare.

L’imbecille si è difeso affermando che voleva provare solo la sua arma: avrebbe potuto farlo in luoghi più sicuri.

Quello che è certo è che troppi episodi si stanno verificando e tutto questo è frutto di un clima avvelenato.

Invece di parlare dei reali problemi della gente (salute, sanità, previdenza, e occupazione) si farnetica su una supposta invasione dei migranti, del pericolo dei rom, che come si sa “sono ladri e rubano bambini”.

In realtà il nostro paese vive altre emergenze: almeno 5 regioni sono nelle mani della camorra, mafia e ndrangheta, il traffico degli stupefacenti fiorisce indisturbato e le vecchie e nuove droghe, come eroina e porcherie sintetiche, mietono sempre più vittime fra giovani e giovanissimi. Invece di parlare di queste vere emergenze lasciamo che la gente affoghi in mare, chiudiamo i porti e diamo la caccia ai rom e ai migranti.

E’ giunta l’ora che ognuno di noi incominci una battaglia culturale nei bar, nelle scuole e in altri luoghi per respingere scelte scellerate e ondate xenofobe prima di ritrovarci tutti quanti in preda a deliri populisti e sovranisti.