Una bambina di 4 anni è morta in un ospedale del Nord Italia. Il suo decesso è stato cagionato nell’aver contratto una forma estremamente grave di malaria. La bambina non aveva effettuato viaggi all’estero, ed è proprio per questo che si ritiene che possa aver contratto la malattia all’interno del nosocomio dove era ricoverata.

Nello stesso nosocomio erano ricoverati altri due minori che erano stati in visita nel Burkina Faso.

Gli accertamenti sanitari, ancora in corso, non hanno chiarito come la bambina abbia contratto la malattia.

Tutto questo, però, ha ridato fiato alla grancassa razzista che vorrebbe individuare un improbabile collegamento fra migranti e la diffusione della malattia.

I dati scientifici ci dicono che in Italia la malaria non è più presente da mezzo secolo e i soggetti che la contraggono l’hanno contratta in altri paesi.

In Africa la malaria è endemica ed ogni giorno migliaia di persone la contraggono, soprattutto bambini che muoiono quotidianamente.

La diffusione della malaria è anche risultato del cambiamento climatico e della desertificazione ma, soprattutto, della mancanza di un sistema sanitario efficiente in molti paesi dell’Africa.

Questo dovrebbe indurre a cambiare strategia da parte dell’Europa che per alcuni secoli ha colonizzato quelle terre.

Occorrerebbe rafforzare la cooperazione internazionale, investire in infrastrutture , soprattutto, sanitarie e favorire processi di sviluppo in quelle terre.

Oggi piangiamo Sofia Zago ma non abbiamo lacrime per i bambini africani e per i migranti che muoiono ogni giorno.