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Attenti a quei due! Monopoli, Coppola e Cappelluccio indagati.

Dopo anni di intensa attività investigativa svolta in modo certosino e con l’impiego delle più sofisticate tecnologie (droni, visori notturni, micro spie di ultima generazione) finalmente l’Autorità Giudiziaria ha individuato due soggetti che hanno inquinato (forse per anni) il territorio, ossia, l’ex Sindaco di Caivano, Dott. Simone Monopoli e il Dott. Vito Coppola, ex Dirigente all’Ambiente. In concorso fra loro imputata anche la Ditta Buttol S.r.l. Tutti devono rispondere di vari reati ambientali tra cui lo sversamento illegale di rifiuti speciali e nonché di aver sversato liquami in alcune vasche di raccolta.

I fatti sono stati accertati dalla Guardia di Finanza in data 20/03 c.a. presso l’aria dell’EX Campo ROM ubicato sulla SS.87.

Finalmente qualcosa si muove, ma non certamente nella direzione giusta, qualcuno, infatti, avrebbe dovuto informare la Guardia di Finanza e la Procura della Repubblica del Tribunale Napoli Nord che l’area in questione è abbandonata almeno da oltre 10 anni.

Fu realizzata per accogliere la popolazione ROM, un’area munita di impianto elettrico, servizi igienici e acqua.

Poi, come spesso accade in Italia, l’area fu abbandonata e divenne una discarica a cielo aperto, uno sperpero di denaro pubblico su cui nessuno ha indagato e nessuno si è indignato. Inoltre la stampa locale e nazionale non ha mai sollevato il problema, tanto meno sono intervenuti l’ASL, l’ARPAC ed altre autorità competenti (vigili urbani, carabinieri ecc….).

Oggi l’Autorità Giudiziaria “scopre” (e lo si fa per dire) che l’area è utilizzata per operazioni di travaso per il servizio di Igiene Urbana e che qualcuno abbia depositato tonnellate di rifiuti.

Se la vicenda non fosse surreale sarebbe certamente da confinare tra quegli episodi grotteschi che costellano l’attività del nostro Paese.

Purtroppo un Amministratore e un Funzionario sono stati imputati e dovranno dimostrare la loro non colpevolezza davanti alla Magistratura, in realtà sul banco degli imputati dovrebbero esserci amministratori e funzionari delle passate amministrazioni che nel corso degli ultimi decenni hanno fatto finta di non vedere quell’area abbandonata e che progressivamente è diventata una discarica a cielo aperto.

Purtroppo gli annali della giustizia italiana ci dicono che spesso cittadini perbene hanno avuto la vita stravolta per reati che non hanno mai commesso, durati a volte anche 10 anni.

Non vorremmo che questa vicenda diventasse un altro caso di mala giustizia.