“Un appello per una Sinistra Caivanese Unita”

Le elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale della Sicilia hanno sancito l’affermazione del centro destra e incoronato il candidato Musumeci alla Presidenza della Giunta sicula. Da questa tornata elettorale esce sconfitto il centro sinistra che si è presentato diviso (Micari da una parta e Fava dall’ altra).

Il Movimento 5 Stelle di Grillo raccoglie un ampio consenso e ormai è diventato il secondo partito a livello nazionale dopo quello di Berlusconi.

Con il voto del giorno 5 novembre la Sicilia ha votato per un centro destra estremamente composito per programmi e progetti, ma cementato dall’obiettivo di riprendersi il governo della cosa pubblica.

Apparentemente le analogie tra le elezioni siciliane e Caivano sono poche: in Sicilia il corpo elettorale è costituito da circa 5.000.000 milioni di votanti, a Caivano scarsi 20.000 mila. La precedente giunta siciliana era quella di Crocetta, espressione di un centro sinistra allargato, a Caivano invece l’ultima esperienza di centro sinistra risale alla giunta Falco.

Sono almeno 10 anni che Caivano vive nell’instabilità politica, 3 sindaci sfiduciati e mandati a casa, 2 commissari prefettizi e il dissesto finanziario che grava come un incubo da cui sembra difficile che i caivanesi ne possano uscire indenni.

L’elezione siciliana dovrebbe far riflettere tutti: se la sinistra si presenta divisa disorienta l’elettorato e perde.

La ingloriosa caduta di Monopoli non segna la fine del centro destra a Caivano, anzi, il bacino elettorale del centro destra è ancora estremamente esteso e potrebbe raggrumarsi intorno ad una nuova leadership capace di attrarre il consenso di vasti strati sociali.

La sinistra per poter ritornare ad essere credibile deve diventare plurale e coinvolgere nel proprio progetto di governo della città tutte le forze schiettamente progressiste. Per vincere occorre che la sinistra esprima una nuova leadership che non può essere la riproposizione del passato né bisogna affidarsi a figure salvifiche provenienti dalla cosiddetta società civile.

Caivano versa in una situazione di estrema complessità ed è sospesa sull’ orlo di un precipizio che potrebbe condannare il paese ad un eterno degrado.

Per il risanamento del paese occorre una nuova classe dirigente che non abbia scheletri nell’armadio e che sappia coniugare autorevolezza e competenza. Per far ripartire Caivano occorrono programmi e iniziative realistiche che tengano conto della reale situazione in cui versano le finanze locali.

Vincere per vincere non serve a niente e a nessuno!

Governare il paese mettendosi in ascolto di tutti i ceti sociali con la consapevolezza che il rilancio di Caivano può avvenire solo sul medio e lungo periodo: ogni altra strada sarebbe un illusoria scorciatoia che difatti si tradurrebbe nell’eternizzare lo status quo.

I cittadini di Caivano chiedono verità e rispetto!

Se questi due elementi verranno a mancare crescerà ineluttabilmente l’astenzionismo e la disaffezione alla politica con il rischio concreto che si rimanga invischiati nella palude di un populismo che può solo riconsegnare il paese al Centro Destra.

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum!