Il 12 dicembre 1969 la Banca dell’Agricoltura di Piazza Fontana fu devastata da una bomba la distrusse e provocò 17 morti e 87 feriti.

Fu l’inizio di una stagione sanguinosa che produsse altre stragi tra cui: P.zza della Loggia 28 maggio 1974, Italicus nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1974, Stazione di Bologna 2 agosto 1980.

Quella stagione di terrore fu scatenata dal padronato in combutta con apparati deviati dello stato per fermare la marea montante dell’insubordinazione operaia.

La strage fu eseguita dalla manovalanza fascista, tramite quell’orribile crimine furono incolpati ingiustamente un gruppo di anarchici. Ci vollero tre processi per dimostrare l’assoluta estraneità dell’anarchico Valpreda e dei suoi compagni per quell’attentato.

Nel clima di depistaggio operato dai servizi segreti, va ricondotta anche la morte “accidentale” del ferroviere anarchico, Giuseppe Pinelli, che il 15 dicembre 1969 fu convocato in questura e ne uscì dalla finestra.

All’ epoca dei fatti l’inchiesta parlò di malore attivo quale causa del suo volo dal IV piano della Questura di Milano.

L’inchiesta successiva a quella morte non approdò a nulla, ma ebbe una scia sanguinosa.

Il 17 Maggio 1972 il Commissario Calabresi che era presente all’ interrogatorio di Pinelli, fu assassinato a Milano in via Cherubini con alcuni colpi di rivoltella.

Per questo omicidio furono successivamente arrestati e incarcerati diversi esponenti di Lotta Continua tra cui l’ex Dirigente Nazionale di Lotta Continua Adriano Sofri.

La Strage di P.zza Fontana è oramai diventato un ricordo sbiadito, soprattutto per le nuove generazioni, ma andrebbe approfondito quel periodo storico perché sono molti gli interrogativi irrisolti che quella strage ancora pone e in primo luogo sui veri mandanti e sul perché a tutt’oggi non si è riuscita ad avere una verità storica su tutto il terrorismo prodotto dall’estrema destra.