Attualità e Politica

L’uovo del serpente e la banalità del fascismo!

Quello che accaduto a Macerata era facilmente prevedibile.

È bastato un orrendo fatto di cronaca per innescare la mano omicida di un fascista, che si è sentito in dovere di sparare una mezza dozzina di gente di colore per “vendicare” l’assurda fine di Pamela: è il fascista Luca Traini, non è un pazzo né un ragazzotto improvvisamente uscito di testa.

Luca Traini è un soggetto che si è imbevuto in questi anni di veleno xenofobo e fascista, e ha pensato bene di colpire nel mucchio manifestando la rua ferocia contro il diverso nel più orribile dei modi. Luca Traini non è un mostro, non è dissimile da quanti negli anni Venti si fecero intimidire dalla propaganda fascista. Allora si prometteva agli italiani l’impero, un “posto al sole”, la spartizione dell’Europa insieme alle altre potenze imperialistiche (nazismo e impero nipponico).

Milioni di giovani uomini e donne furono catturate da questa ideologia funesta che di lì a poco avrebbe precipitato l’Italia in una guerra più sanguinosa che causò centinaia di migliaia di morti e immani distruzioni.  Chi si opponeva a questo delirio veniva catturato, incarcerato, torturato e messo a morte.

Allora come oggi i capri espiatori erano gli ebrei, i comunisti, i rom.

Oggi come allora si cercava un capro espiatorio su cui far ricadere la colpa dei disastri sociali e politici.

Da tempo denunciamo un rigurgito fascista che sta moltiplicando le sue azioni di violenza. Spetta ai movimenti sociali e antifascisti di ieri e di oggi arginare questa recrudescenza per impedire che ci siano altri Luca Traini.